Premio alla memoria, al coraggio e al fiuto di Daphne Caruana Galizia

Tre scuole e sei giornalisti sono stati premiati nella XXI edizione del premio giornalistico nazionale intitolato a Mario e Giuseppe Francese, il cronista del Giornale di Sicilia ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979 e suo figlio, nell’aula magna del liceo classico Vittorio Emanuele II di Palermo

537 (1)Daphne Caruana Galizia ed Elia Minari sono i vincitori dei principali riconoscimenti del premio giornalistico. Un premio alla memoria, al coraggio e al fiuto della giornalista, organizzato dall’Ordine dei giornalisti di Sicilia. A ritirarlo la sorella Corinne. La coraggiosa giornalista investigativa maltese, uccisa da una bomba lo scorso ottobre, studiò presso il convento di San Dorothy a Mdina e il Collegio S. Aloysius di Birkirkara, prima di frequentare l’Università di Malta e laurearsi in archeologia nel 1997. Uccisa all’età di 53 anni, aveva riferito di aver presentato una denuncia alla polizia per minacce circa due settimane prima della sua morte. A causa del suo lavoro, a febbraio le erano stati congelati i beni su richiesta del ministro dell‘Economia Chris Cardona. Ad agosto il leader dell’opposizione Adrian Delia le aveva fatto causa per degli articoli che lo collegavano a conti offshore per un milione di euro, frutto di un presunto giro di prostituzione in alcuni appartamenti a Londra. Nel mirino della cronista erano finiti i conti offshore del primo ministro Muscat e di sua moglie Michelle, rivelati dai Panama Papers. Fu stata ritrovata dal figlio Matthew, che sentì l’esplosione dalla loro casa.

 Il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tjani  definì l’omicidio di Caruana Galizia “un tragico esempio di una giornalista che sacrifica la propria vita per la ricerca della verità”. 

800x-1La notizia dell’autobomba fu riportata nella stampa internazionale, e il nome di Caruana Galizia divenne trending globale su Twitter. Molti cittadini maltesi dimostrarono il proprio lutto oscurando le proprie foto profilo Facebook, e utilizzando l’hashtag  #JeSuisDaphne, ricalcato su #Je Suis CharlieThe Malta Independent scrisse: “per molti, controllare il suo blog era il primo riflesso della mattina, e l’ultimo della sera. Ora c’è solo il vuoto. Un silenzio che la dice lunga.”

La giornalista, che aveva svelato i “buchi neri” degli intrecci fra malaffare e politica della sua Isola e il coordinatore della web-tv emiliana Cortocircuito, noto per le sue inchieste sulla ‘ndrangheta al nord, sono stati individuati dalla commissione esaminatrice del premio come i vincitori dell’edizione 2018.

Premio anche ai giornalisti che si sono distinti nel campo delle inchieste, menzioni per professionisti siciliani impegnati sul campo nell’ambito del manifestazione organizzata dall’Ordine dei giornalisti in collaborazione con Libera e con l’associazione Uomini del Colorado. Tra i protagonisti anche Giovanni Impastato e i due inviati del quotidiano “La Repubblica”, Carlo Bonini e Giuliano Foschini.

Nel corso della manifestazione, presentata quest’anno da Roberto Leone e Marina Turco, quattro menzioni speciali sono andati a giornalisti siciliani che si sono distinti, a parere della giuria, ovvero Sandra Figliuolo del Giornale di Sicilia, Antonio Fraschilla della Repubblica, Luigi Perollo, direttore del TgMed, e Fulvio Viviano, volto di Skt Tg24 in Sicilia. 

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