Conferenza sul Radon promossa dal Kiwanis club zafferanese, dal Comune di Zafferana e dall’INGV

“Il gas radon e l’Etna: potenziale precursore di eruzioni e terremoti etnei, ma anche possibile inquinante delle nostre abitazioni. Attività di monitoraggio e interventi di bonifica degli ambienti inquinati“ è stato il tema portante della Conferenza promossa dal Kiwanis Club di Zafferana

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Il gas radon e l’Etna: potenziale precursore di eruzioni e terremoti etnei, ma anche possibile inquinante delle nostre abitazioni. Attività di monitoraggio e interventi di bonifica degli ambienti inquinati“ è stato il tema portante della Conferenza promossa dal Kiwanis Club di Zafferana, Il Comune e l’INGV svoltasi nella splendida location di Villa Mirador e tenuta dal vulcanologo Marco Neri e dal geologo Anna Leonardi . Il dott Salvatore Leone Presidente del kiwanis club zafferanese.

<< Nell’ambito della nostra attività sociale a servizio della nostra collettività gia da qualche tempo abbiamo puntato i riflettori sul radon sentinella dell’Etna che però va tenuta sotto controllo per evitare che diventi una problematica seria e che può essere pericolosa per la salute. Abbiamo trovato accoglienza favorevole da parte del sindaco di Zafferana che tra le altre cose è anche un Kiwaniano e che ha subito accolto tutte le iniziative sull’argomento che hanno coinvolto l’INGV e il vulcanologo Marco Neri che con competenza e professionalità riesce a trattare del radon   rendendo l’argomento comprensibile anche ai non addetti ai lavori>>

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Anche il sindaco Alfio Russo nei suoi saluti di benvenuti ha puntualizzato <<Siamo qui per garantire un servizio importante alla comunità zafferanese e trattare questo tema senza creare allarmismi, ma in tutta serenità per trovare soluzioni se sarà necessario e per intraprendere un’importante opera di monitoraggio del radon che come già sottolineato costituisce un’arma a doppio taglio: da un lato è un potenziale precursore di terremoti ed eruzioni, e dall’altra un ambi ente saturo di radon può provocare cancro ai polmoni. Abbiamo deciso di partire dalle scuole per effettuare un primo monitoraggio >>

Tra il pubblico che ha gremito il salone c’erano insegnanti e genitori. Non potevano mancare Gabriella Zammataro dirigente scolastico del Circolo didattico di Zafferana e Maria Rosa Di Salvo ( vicaria dell’Istituto Comprensivo Federico De Roberto In rappresentanza del suo dirigente scolastico Antonino Ferraro) che hanno condiviso questo progetto di monitoraggio del radon che parte dalle loro scuole.

<<Tutti siamo pronti a saperne di piu – ha sottolineato la Zammataro – l’argomento radon merita ulteriori approfondimenti a tutela della collettività . Ed è giusto che si cominci dalle scuole che sono il luogo dove gli alunni stanno piu ore al giorno >>.

Una platea attentissima ha dunque seguito con grande interesse le importanti informazioni fornite da Marco Neri : <<Il radon – ha spiegato– è un gas naturale sconosciuto ai piu ed è anche un’arma a doppio taglio , una medaglia dalla doppia faccia. Da un lato c’è un rapporto bivalente tra il radon e l’Etna, perché è una specie di informatore che anticipa le mosse del vulcano : potenziale precursore di eruzioni e terremoti; dall’altro invece diventa nocivo se si accumula nelle abitazioni e produce il rischio di cancro ai polmoni. E addirittura in un ambiente saturo di radon dove abiti un fumatore il rischio è cinquanta volte maggiore >>

Ma come giunge il radon in superficie? << Il radon sale attraverso le fratture provocate dalle faglie che tagliano il territorio e anche dai pori delle rocce. Il fianco dell’Etna è percorso da faglie sismogenetiche attraverso le quali il gas radon che è inerte, inodore , incolore e insapore sale in superficie ed essendo 8 volte piu pesante dell’aria, attraverso le rocce e le falde acquifere va ad accumularsi negli scantinati delle abitazioni, nei garage, negli ambienti sotterranei e in presenza di fessure o aperture può penetrare all’interno delle abitazioni>>

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E allora cosa si può fare? <<Innanzitutto monitorare il radon e il quantitativo presente attraverso uno strumento che si chiama “radonometro”e che permette di rilevare se il radon presente rispetta i parametri stabiliti dal Decreto legislativo 241/ 2000 che impone il monitoraggio del radon negli ambienti di lavoro e stabilisce che il livello di radon non debba essere superiore ai 500 bequerel per metro cubo . Invece per le altre abitazioni va considerata la direttiva 2013 /59 Euratom che indica i livelli di radon tollerabili ( non si devono superare i 300 bequerel al metro cubo nelle abitazioni e i 100 bequerel al litro nelle falde acquifere). E’ importante sapere quanto radon c’è in Italia e soprattutto in Sicilia, ma purtroppo in Sicilia non si dispone di dati attendibili validi per l’intero territorio>>

Come si bonifica un ambiente pieno di radon in eccesso? << Nelle costruzioni già esistenti le fondazioni vanno areate e impermeabilizzate per permettere alle particelle di non penetrare. Se invece l’edificio va costruito ex novo sin da subito può essere “radon free” costruendo degli apparati che permettano l’uscita laterale del gas: inserendo un ventilatore ossia una barriera fisica che impedisce il passaggio delle particelle >>

Poi Marco Neri ha fatto riferimento all’importante progetto di monitoraggio del radon in alcune classi del Circolo didattico di Zafferana e dell’Istituto comprensivo Federico De Roberto su proposta del sindaco Alfio Russo e del Kiwanis club zafferanese.

<< Posizioneremo –alcuni radonometri in due classi e istruiremo allievi e docenti sull’attività di monitoraggio   che avrà un una media giornaliera, settimanale e a lungo termine e verificheremo il quantitativo di radon presente. Daremo una valutazione nel tempo. Il costo dei radonometri e il monitoraggio è a totale carico dell’INGV. Chiediamo solo alle scuole di tenere con cura questi strumenti importanti di misurazione. Sarà doveroso per noi istruire alunni e insegnanti sulle procedure di catalogazione e controllo perché non ci siano intoppi >>

Un esperimento importante forte anche dell’esperienza di misurazione espletata dallo stesso Neri e dal geologo Anna Leonardi nel Liceo classico ”Michele Amari” di Giarre e di cui la stessa Leonardi ha riferito quanto avvenuto <<In base ad un rapporto di collaborazione tra l’ING e l’istituto scolastico di Giarre è stato installato un rilevatore di gas radon in un’aula , istruendo un gruppo di studenti per la raccolta ed analisi preliminare dei dati acquisiti dagli strumenti e per una valutazione a breve, a medio e a lungo termine>> Il sindaco

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Alfio Russo ha sottolineato che <<Grazie a questo importante progetto   verificheremo la presenza o no del radon a partire dagli edifici scolastici, poi se necessario amplieremo la sfera del monitoraggio anche a edifici pubblici e privati e applicheremo il piano di sicurezza per tutelare al massimo la comunità >>

L’imprenditore Luigi Zappalà e il dott Alfredo Cavallaro hanno aggiunto che << sarebbe auspicabile la messa in atto di un tavolo tecnico costituito rappresentanti delle pubbliche istituzioni, dell’amministrazione comunale, della INGV, delle istituzioni scolastiche per avviare iniziative di tutela dal radon, con interventi mirati su tutti gli edifici pubblici e privati>>

Interventi anche da parte del sindaco di Viagrande Francesco Leonardi e del vicesindaco di Milo Maria Concetta Cantarella. Il Presidente Leone e il Luogotenente governatore del kiwanis “Divisione Sicilia 2 Etna patrimonio   dell’umanità “Carmelo Basso (presente assieme ad altre autorità kiwaniane) hanno concluso ribadendo <<l’importanza della sinergica collaborazione tra le istituzioni politiche, il mondo scientifico e i principi portati avanti dal Kiwanis di essere a servizio della società civile per il bene collettivo>>

Enza Barbagallo

 

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