Giovanna Mangiù al Teatro L’Istrione interpreta “Rosalina”, la prima donna di Romeo

La donna e le sue passioni, le sue incertezze e la sua voglia di rivalsa. Questi i temi di  “Rosalina : come la polvere e il fuoco” che andrà in scena domenica 18 marzo al Teatro L’Istrione di Catania per la rassegna “Te’Atro”.

giovanna mangiù by luca rossini (10)

La donna e le sue passioni, le sue incertezze e la sua voglia di rivalsa. Questi i temi di  “Rosalina : come la polvere e il fuoco” che andrà in scena domenica 18 marzo al Teatro L’Istrione di Catania per la rassegna “Te’Atro”. Nato per il Festival Shakespeariano di Verona, ‘ e prodotto dalla Sycamore T Company, lo spettacolo racconta la storia di Rosalina, personaggio secondario di Shakespeare vissuto all’ombra della storia d’amore tra Giulietta e Romeo. Una donna che cerca, a suo modo, la sua rivalsa, portando alla luce dopo secoli di silenzio la sua vera storia. Attraverso il dialogo quasi pirandelliano con uno scrittore la protagonista, nei panni di un’intensa Giovanna Mangiù, ha l’occasione di raccontare se stessa, la sua passione per Romeo, spiegare ragioni di quella che lei stessa indica come una “scelta incomprensibile” . Rosalina è infatti la donna che lo stesso Shakespeare descrive come compagna di Romeo, relegandola poi a personaggio di contorno del quale si conoscono, nel testo dell’autore anglosassone, pochissime informazioni. Il testo originale della piece è stato dunque riscritto interamente, in forma di monologo, da Silvia Guidi, la quale ha ampliato l’arco narrativo accentuando il contesto storico, allo scopo di descrivere il più dettagliatamente possibile l’essere umano nei suoi sentimenti e fragilità. 

«Recitare a Catania – spiega Giovanna Mangiù – è sempre una grande emozione, ma anche un grande banco di prova. Una città con una tradizione teatrale fortissima, con un pubblico esigente e molto attento. Confesso che mi manca lavorare qui, mi piacerebbe tornare a lavorare al Teatro Stabile di Catania, grazie al quale ho potuto lavorare insieme a pilastri del teatro catanese, come Mariella Lo Giudice e Pippo Pattavina, ma anche di collaborare a stretto contatto con una squadra di tecnici, che affrontano il loro lavoro con grande amore e professionalità».

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