Marzo,mese della prevenzione a misura di donna

Endometriosi: malattia subdola, di cui non si conoscono le cause,  difficile da diagnosticare e da curare. Nel mese di marzo tante iniziative per far conoscere la patologia e sostenere chi ne soffre

openday-678x381

In occasione dell’8 marzo, festa della donna, sono 200 le strutture ospedaliere aderenti all’iniziativa Bollini Rosa promossa dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda). Marzo è anche il mese dell’Endometriosi e gli ospedali “a misura di donna” aprono le porte degli ambulatori per un open day dedicato alla ginecologia. Ma cos’è l’endometriosi? la parola deriva dal termine “endometrio”, il tessuto che riveste la cavità dell’utero, ed è una malattia “ormono-dipendente” e tutti i mesi, sotto gli effetti del ciclo mestruale, il tessuto impiantato in sede anomala va incontro ad un sanguinamento interno: ciò dà origine a cisti, infiammazioni croniche degli organi nei quali si impiantano questi focolai, cicatrici, aderenze e, in alcuni casi, infertilità.

download

Poco conosciuta, ma più frequente di quel che si creda, colpisce infatti il 10-20% delle donne in età riproduttiva e può provocare disturbi invalidanti e infertilità. Non è sempre facile da riconoscere, perché i sintomi possono essere poco specifici e quindi comuni ad altre patologie, ma con la prevenzione e i giusti controlli si può affrontarla e curarla. 

Come si può riconoscere? I sintomi più frequenti sono i dolori, spesso cronici, e l’infertilità. A questi se ne possono associare altri, variabili a seconda degli organi coinvolti, e possono limitare il regolare svolgimento delle attività quotidiane e non solo. Si parla di endometriosi  quando questo tessuto si sviluppa anche in sedi anomale, al di fuori della cavità uterina. Più di frequente interessa le ovaie, i legamenti uterini, il tessuto che riveste l’interno dell’addome e del bacino, ma può riguardare anche la zona dell’intestino e zone più lontane. Una forma particolare di endometriosi è “l’adenomiosi” che si ha quando il tessuto “endometriale” si infiltra nella parete muscolare dell’utero. Un bravo medico, per prima cosa interverrà con una terapia farmacologica ,attraverso farmaci specifici per la malattia, e se non saranno sufficienti si interverrà chirurgicamente. Queste non sono però cure alternative, ma possono trattare efficacemente il dolore e l’eventuale sterilità.

immagine_di_riferimento_logo_ape_okNel 2009, presso il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha firmato con il Presidente dell’INAIL Marco Fabio Sartori ed il Presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua, il Protocollo di Intesa sull’Endometriosi.  Questo costituisce il primo atto concreto per la tutela di milioni di donne italiane affette dalla patologia, con l’obiettivo di combattere ogni forma di discriminazione sociale e professionale(molte donne ad oggi a causa del dolore e della poca gestibilità vengono licenziate). Alla prima Campagna Istituzionale di informazione e sensibilizzazione sulla malattia, si affianca l’attività di Ricerca Scientifica per la prevenzione delle pazienti che ne sono affette. Per dare voce al loro vissuto e alle loro difficoltà sono nate delle Associazioni A.P.E (Associazione Progetto Endometriosi) no-profit con l’obiettivo di fare prevenzione e far conoscere la malattia.

27073152_10215200619518205_7206533643098863340_n

Per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni dal marzo del 2014 al marzo del 2017 in oltre 50 capitali mondiali migliaia di donne hanno partecipato all’iniziata della Marcia Mondiale dell’Endometriosi, nata negli Stati Uniti quattro anni fa. Anche quest’anno, il 24 marzo 2018,  a Roma migliaia di donne provenienti da tutta Italia si ritroveranno per prendere parte alla marcia. In Sicilia non è presente alcuna associazione, ma un gruppo di ragazze conosciutesi attraverso i social e sempre in contatto, stanno cercando di formarne una e scendere in strada il 24 marzo, in corrispondenza delle altre manifestazioni in Italia, affinché l’endometriosi non solo non sia più una malattia silenziosa, ma  spinga le donne a fare prevenzione.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *