“In Sicilia non si butta niente”, la fragilità dei ricordi eterni

Raccontare attraverso immagini senza tempo le emozioni che hanno scavato dentro la memoria un solco, non per svanire, ma per restare. Creando, così, un luogo intimo e sicuro nel quale poter custodire sguardi fugaci e istantanee attraenti.

Foto 01

Raccontare attraverso immagini senza tempo le emozioni che hanno scavato dentro la memoria un solco, non per svanire, ma per restare. Creando, così, un luogo intimo e sicuro nel quale poter custodire sguardi fugaci e istantanee attraenti.
Ancora una volta, Giovanna Brogna/Sonnino, attraverso carte lievi, stropicciate  rimesse in forma, dà forma alla fragilità dei ricordi,  alla consapevolezza di quanto siano a tratti effimere le cose che ci attraversano e dalle quali ci lasciamo attraversare. Eppure forti e prepotenti da vivere nella memoria. E lo fa nella sua mostra fotografica, “In Sicilia non si butta niente”, inaugurata nei giorni scorsi presso 2LAB.

“Questa mostra racconta della Sicilia o meglio del ricordo della mia Sicilia e delle piccole cose – dichiara Giovanna Brogna/Sonnino – quelle piccole cose che, scriveva Katherine Mansfield (anche lei isolana), “non dobbiamo abbandonare, altrimenti si scoloriscono”, facendo perdere senso a tutta la realtà. Sono immagini prese quando non stavo in Sicilia e scattavo cercando non perdere quegli attimi che si sarebbero potuti sparire 

nella memoria. Forse il senso della mostra è quello di dare a chi la guarda,siciliano e no, la possibilità di ritrovare frammenti di sensazioni comuni perché, se come dice Sciascia,molti artisti attraverso la particolarità della Sicilia hanno raggiunto l’universalità, il tentativo sarebbe quello”.

Le immagini di Giovanna Brogna/Sonnino sono segni di un lungo e faticoso lavorìo di depurazione dei ricordi, di alleggerimento dalla loro caparbietà esigente, per trattenerne quanto basta, il giusto che serva per andare avanti e collezionare esperienze nuove e nuovi ricordi – scrive Daniela Vasta nella sua presentazione -. Il fascino di queste immagini risiede anche nel fatto che esse ci catturano in un racconto passato e allo stesso tempo presente e che non sciolgono fino in fondo il dubbio che l’autrice sia riuscita a liberarsi definitivamente dalla malìa della nostalgia.

Giovedì 25 gennaio, alle 18.00 durante il finissage verrà proiettato il video realizzato per il progetto CHIARMASTRAMMA – SAVE THE ELEPHANTS, un cortometraggio di Giovanna Brogna/Sonnino con Lucia Sardo protagonista.

Foto 02

Lucia Sardo, attrice, regista e autrice, si forma nel Teatro di Ventura, gruppo di ricerca teatrale a Treviglio (BG). Nel 1980, insieme ai suoi compagni, fonda l’Istituto di Cultura Teatrale a Santarcangelo di Romagna di cui per diversi anni dirige e organizza il Festival del Teatro di Strada, festival sperimentale fra i più importanti d’Europa. Con gli spettacoli di cui è autrice gira nei più prestigiosi festival e teatri europei.
Al cinema è stata diretta, tra gli altri, dai registi Carlo Lizzani, Giuseppe Tornatore, Aurelio Grimaldi, Maurizio Sciarra, Carlo Verdone, Antonio Albanese, CatrinMcGilvray, Marco Tullio Giordana, Anne Riitta Ciccone, Fulvio Bernasconi, Franco Battiato, Marco Amenta, Marianna Sciveres, Pasquale Scimeca, Ficarra e Picone, Roberta Torre, Manuel Giliberti e Giorgia Farina.

Grazie a I Cento Passi, film vincitore del Leone d’Argento, candidato al premio Oscar come miglior film straniero, viene candidata al Premio Nastro d’Argento.

Giovanna Brogna/Sonnino è nata a Catania, ed èlaureata in storia dell’arte.
Nel 1980 si trasferisce a Roma dove lavora per la RAI e realizza servizi e documentari. Dal 1992 con Mathelika e Drifting Pictures, è autrice di una serie di film e docufilm, con cui ha ottenuto riconoscimenti in Italia e all’estero: Nastro d’argento, Brooklyn Film Festival, Torino Film Festival. Come fotografa ha esposto i suoi lavori in numerose mostre personali e collettive. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *