Al Ma Musica Arte omaggio allo “Speakeasy Club” della Swinging London

Venerdì 3 novembre, omaggio al club londinese molto noto all’epoca della Swinging London, con il live dei palermitani Tre Terzi che presentano il video del nuovo brano “Chi ci salverà” e i dj set dei resident dj’s Mariagrazia Vinciguerra, Frea Gerbò, Fabrizio Serio e Antonio Oliva

Tre Terzi making-of video Chi ci salverà

Venerdì 3 novembre, dopo lo strepitoso successo della serata inaugurale, al MA, il club di via Vela da 13 anni palcoscenico privilegiato per la musica e per la variegate arti dell’intrattenimento, c’ è spazio per un’ulteriore novità, “Speakeasy +1 club” che prende spunto da un piccolo locale di Londra, situato al numero 48 di Margaret Street vicino a Oxford Circus, gestito da Laurie O’Leary. Al tempo della “swinging London”, il locale era molto noto per i concerti di musica rock, soprattutto progressive, che vi si tenevano, e costituiva un’alternativa all’ancora più famoso Marquee Club.
Lo Speak Easy + 1 Club prenderà forma con il concerto dei palermitani Tre Terzi che presenteranno il nuovo videclip “Chi ci salverà”, nuovo singolo in diffusione video sulla pagina facebook della band dal 4 novembre e che anticipa il nuovo disco in uscita a dicembre. Dopo il live seguiranno i dj set della squadra di Fun or Nothing: in HallEyes Mariagrazia Vinciguerra e Frea Gerbò, in Birreria Antonio Oliva e Fabrizio Serio.

I Tre Terzi. La band nasce a Palermo nel 2009, dall’amicizia ultradecennale del dittico Claudio Terzo-Ferdinando Moncada alle chitarre, condotto ad algebrico completamento da Nicola Liuzzo alla batteria. Era il periodo in cui alcuni locali del centro storico del capoluogo siciliano cominciavano timidamente ad aprire le porte alla musica dal vivo, diffondendo un rinnovamento della cultura live di cui i Tre Terzi sarebbero presto diventati i capostipiti. Ai tre si unisce l’inseparabile quarto/terzo Diego Tarantino, al basso, oltre a un nugolo di musicisti satellite come il polistrumentista Ugo Perricone, o i sassofonisti Michele Mazzola e Claudio Giambruno. Il fenomeno Tre Terzi dilaga a macchia d’olio per tutta la città, buona parte della Sicilia, fino a Lampedusa, dove nell’estate del 2012, il gruppo trascorre una no-stop di tre settimane, decisiva per la loro carriera. Con un repertorio che spazia dal rhythm and blues, al rock anni ’70, con influenze fusion e ampio spazio all’improvvisazione, è difficile richiamare alla memoria del panorama musicale palermitano una band di sole cover rimasta così saldamente sulla cresta dell’onda per un così lungo periodo di tempo.
I Tre Terzi sembrano ricondurre inesorabilmente a quello spirito furente che anima il regno della natura. Nicola Liuzzo, solido e roccioso, è il rock, è la terra, che si muove a terremoto. Il blueseggiante Ferdinando Moncada, liquido, fluido, fluente, è acqua, maremoto. Diego Tarantino, affermato jazzista, aria calda e calma, è vento di zefiro. Il cantautorale Claudio Terzo è energia rovente, le fiamme scoppiettanti dell’incendio.

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