Catania, quando il campionato non finisce ad ottobre

Un inizio emozionante seguito da due cadute che favoriscono un Lecce cinico volata a +7 (ma con una gara in più). Dopo undici giornate il campionato degli etnei sembra già essere più complicato, ma i precedenti indicano che non tutto è perduto

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Ci si aspettava un inizio in pompa magna e così, che dir se ne voglia, è stato. La cura Lucarelli ha dato i suoi frutti, portando il Catania in posizioni che, complici le penalizzazioni iniziali, inevitabilmente non aveva conosciuto nelle due precedenti stagioni in Serie C. Un buon avvio che è stato però interrotto dalle sconfitte, un po' inaspettate, con Sicula Leonzio e Reggina che hanno un po' minato l'entusiasmo che si era creato per i risultati positivi incanalati. A pesare è anche il cammino del Lecce che, dopo anni da protagonista nel girone C senza riuscire però a conquistare la promozione, ha avuto una partenza sprint e comanda ora la classifica. Con la vittoria di ieri i giallorossi hanno portato il proprio vantaggio sul Catania a quota 7 punti, un gap che però deve tenere conto anche del fatto che i salentini non hanno ancora scontato il turno di riposo (cosa già fatta da Lucarelli e i suoi).

La reazione deve necessariamente passare dagli uomini rossazzurri. Innegabile il fatto che, con avversarie così agguerrite (oltre al Lecce, ci sono anche Monopoli, Siracusa e Trapani a dare battaglia), gli etnei non potranno permettersi di lasciare altri punti importanti nelle prossime partite, sperando poi di rosicchiarne qualcuno alle rivali grazie ad eventuali passi falsi delle stesse.

La storia però insegna che è ancora presto per trarre bilanci, positivi o negativi, come in questo caso, che siano. Undici giornate rappresentano sicuramente una fetta importante di un campionato duro e ricco di insidie come la serie C, ma la storia insegna che i campionati non si vincono ad ottobre. Lo scorso anno ad esempio, analizzando la classifica del girone C all'undicesima giornata (tenendo conto che il Catania aveva pagato il dazio della penalizzazione) a comandare la classifica era la Juve Stabia a +1 dal Foggia. Alla fine del campionato furono i rossoneri a trionfare, con le "Vespe" a 21 punti di differenza rispetto alla capolista e fermi alla quarta posizione.

L'anno prima, con 34 giornate da disputare, dopo 11 gare in cima la classifica c'era la Casertana, con un vantaggio di 6 punti su quel Benevento, quarto, che ottenne poi la promozione in serie B (e poi l'anno dopo in A). A fine anno si invertirono i ruoli: Benevento primo con 70 punti, Casertana quarta a 7 lunghezze di distanza.

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