Montella: “Manca concretezza in fase risolutiva”

Il Milan soffre, i giocatori sono solo le ombre dei top player estivi e il tecnico rossonero è già ad una decisiva svolta nella stagione.

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A nemmeno due mesi dall’inizio della stagione ufficiale, siamo di fronte alla grande svolta della stagione in casa rossonera, decisive le sfide di domenica con i rossoblù del Genoa e mercoledì la più impegnativa trasferta sul campo del Chievo, prima della decisiva partita girono 28 a San Siro contro la Juve di Allegri.

Intanto il tecnico rossonero, dopo la delusione in Europa League contro l’Aek, risponde a Mirabelli che prima della partita aveva parlato del futuro dell'allenatore “Ognuno di noi ha un tempo. Abbiamo fatto vedere buone cose in alcuni momenti, e in altri non ci siamo presentati, come a Genova con la Samp e nel primo tempo contro l'Inter, oppure siamo usciti dal campo al 70', come contro la Roma".

"È un momento complesso abbiamo creato tante occasioni. In campionato abbiamo perso diverse posizioni ma siamo primi in classifica in Europa League". Nulla è cambiato rispetto a prima. Credo di avere la stima del dottor Fassone, di Mirabelli e della dirigenza tutta, ma so bisogna lavorare duramente per ottenere risultati, altrimenti non riusciremo ad invertire il trend negativo del momento”.

“I tifosi hanno mostrato il loro disappunto con i fischi di San Siro, non per la prestazione contro i greci ma per le sconfitte precedenti, le quali hanno pesato parecchio nella testa dei ragazzi".

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Di sicuro, Montella non è l’unico responsabile di questo flop. La formazione rossonera nella campagna estiva ha cambiato tanto, investendo più di 200 milioni per allestire una rosa competitiva ma finora deludente. Bonucci, top player della faraonica campagna di Li Yonghong, è finito nel mirino della curva rossonera, che lo ha pesantemente fischiato durante l’ultimo incontro disputato. Con lui, soffrono però un po’ tutti i compagni di reparto, dal Rodriguez regala-rigore nel derby al Musacchio visto contro l’Aek, lento, impacciato e ancora fuori dagli schemi.

Pesanti passi indietro per tutti, dall’impenetrabile difesa di inizio stagione al centrocampo, dove Kessie insostituibile, fino a qualche mese fa è finito in panchina a metà derby. Assente sul rettangolo verde anche Calhanoglu. Il numero 10 rossonero è solo il ricordo del centrocampista fatto vedere in Germania tra le file del Leverkusen. Il turco si limita all’ordinaria amministrazione, niente invenzioni per i compagni né cambi di passo, per non parlare del proverbiale tiro dalla distanza e delle micidiali punizioni con le quali il mondo lo ha conosciuto.

“Una squadra con qualità, ma i ragazzi non hanno fiducia nei propri mezzi. Dobbiamo giocare in maniera più fluida, i nostri attaccanti sono bravi nel lavoro senza palla, ma devono crescere nella fase risolutiva altrimenti non riusciremo ad uscire da questa situazione”.

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