Pedara: ragazzi disabili a cavallo, parte l’ippoterapia

Sono dieci i ragazzini di Pedara che dalla prossima settimana potranno beneficiare di un corso di ippoterapia appositamente ideato per il loro tipo di disabilità. Parte infatti in città il progetto, fortemente voluto dall’assessorato ai Servizi Sociali guidato da Francesco Laudani e dal servizio di Neuropsichiatria Infantile dell’Asp di Gravina di Catania

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Sono dieci i ragazzini di Pedara che dalla prossima settimana potranno beneficiare di un corso di ippoterapia appositamente ideato per il loro tipo di disabilità. Parte infatti in città il progetto, fortemente voluto dall’assessorato ai Servizi Sociali guidato da Francesco Laudani e dal servizio di Neuropsichiatria Infantile dell’Asp di Gravina di Catania, che consentirà ai giovani affetti da disabilità psicofisiche di potere incontrare i cavalli ed approcciarsi a loro sia a terra che in groppa. Cinque gli incontri di un’ora ciascuno, che saranno effettuati a gruppi, che si terranno nel maneggio “Il Ponte” di Viagrande gestito da Erika Brucato che ha messo a disposizione di questi ragazzi i suoi cavalli. Sensibile ma soprattutto indicato per la sua straordinaria attitudine a spingere ad una postura corretta, il cavallo rappresenta un valido aiuto per chi soffre di problemi legati ad una disabilità che il più delle volte costringe ad una immobilità di gambe, braccia ed atrofia della colonna vertebrale. Grazie ai loro movimenti infatti, sia al passo che al trotto e al galoppo, puledri e purosangue stimolano i loro fantini ad addrizzare la schiena e a coinvolgere tutta la muscolatura sia di arti superiori che inferiori apportando un benessere psicofisico non indifferente. Alla presentazione dell’iniziativa, avvenuta nei locali dell’Expò alla presenza dell’assessore nonché vicesindaco Franscesco Laudani, dell’assistente sociale Concetta Nicolosi e della psicologa psicoterapeuta Selene Maria Tarascio che è anche specialista in riabilitazione globale a mezzo del cavallo, erano presenti anche alcune famiglie dei ragazzi che parteciperanno al progetto e che in occasione del sesto incontro saranno coinvolti in una grande festa per celebrare la chiusura del corso.

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“Si tratta di un’opportunità che avevamo già sperimentato cinque anni fa con ottimi risultati – ha spiegato Laudani – così abbiamo deciso di riproporla attraverso una raccolta fondi di beneficienza che è stata integrata da risorse messe a disposizione dal Comune. ” “Dobbiamo distinguer la pet therapy, dove sono gli animali domestici addestrati e dotati di tesserino specifico a dare un supporto a questi ragazzi – ha spiegato la Tarascio – dall’ippoterapia dove invece abbiamo un animale che istintivamente si spaventa perché naturalmente abituato a vivere in branco. Ciò che sfruttiamo del cavallo non è l’empatia, né la sua sensibilità, ma il movimento che aiuta ad allineare il bacino dei bambini che di solito tendono ad essere limitati e ad essere soggetti passivi che subiscono terapie e cure. Con cavallo invece diventano soggetti attivi grazie al loro co-terapeuta a quattro zampe.”

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