Inaugurata la mostra “I tanti Pasolini” a Casarsa

Pier Paolo Pasolini ha fatto ritorno nella sua Casarsa, a Casa Colussi, abitazione degli anni giovanili. Qui, con grande affluenza di pubblico, è stata inaugurata sabato 9 settembre 2017 la mostra “I tanti Pasolini” con le storiche fotografie di Carlo Riccardi, realizzata a cura di Maurizio Riccardi e Giovanni Currado.

The Beatles

Un passo indietro nel tempo che ha colpito: Pier Paolo Pasolini ha fatto ritorno nella sua Casarsa, a Casa Colussi, abitazione degli anni giovanili. Qui, con grande affluenza di pubblico, è stata inaugurata sabato 9 settembre 2017 la mostra “I tanti Pasolini” con le storiche fotografie di Carlo Riccardi, realizzata a cura di Maurizio Riccardi e Giovanni Currado.

Allestita per iniziativa dello scrittore Roberto Ippolito, l’esposizione concepita dall’Archivio Riccardi è stata tenuta a battesimo dal critico letterario Filippo La Porta, insieme a Piero Colussi e Angela Felice, rispettivamente presidente e direttrice del Centro studi Pier Paolo Pasolini che ha sede a Casa Colussi. Per le istituzioni sono intervenuti Gianni Torrenti (assessore alla Cultura della Regione Friuli-Venezia Giulia) e Lavinia Clarotto (sindaca di Casarsa della Delizia). Presenti anche Pietro Tropeano (assessore alla Cultura di Pordenone) e Fabio Crisante (assessore alle Politiche Culturali di Casarsa).

Ventisei scatti svelano le infinite sfaccettature dell’anima del grande poeta, scrittore e regista. Da un ambiente all’altro di Casa Colussi, la sua presenza si è materializzata con la mostra. Questa era la dimora di Susanna Colussi, madre di Pasolini che vi ha abitato dal 1943 al 1949, nel periodo quindi della sua formazione. Per questo motivo proporre qui la mostra ha un significato molto particolare, come illustrato anche da Angela Felice: «Si tratta di un vero e proprio rientro a casa del poeta, nel luogo d’origine da dove tutto è partito. In chiusura del film Edipo Re, uscito esattamente cinquanta anni fa, il 7 settembre 1967, è lui ad affermare che tutto finisce dove tutto comincia». 

In una fra le fotografie visibili fino a domenica 12 novembre (apertura dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 18.00; il sabato ore 15.00-19.00; la domenica ore 10.00-12.00 e 15.00-19.00, su via Guido Alberto Pasolini 4, a Casarsa della Delizia – via intitolata al fratello minore di Pasolini, morto nel febbraio 1945 all’età di diciannove anni nell’eccidio di Porzus, controverso episodio della Resistenza in cui diciassette partigiani della Brigata Osoppo furono trucidati da partigiani comunisti), Pasolini appare proprio con la madre – alla quale  era molto legato – al Ninfeo di Villa Giulia a Roma, nella serata finale del Premio Strega del ‘64.

Andando al di là dei differenti approcci dell’artista, che è stato poeta, scrittore, saggista, drammaturgo, regista, ed attore, il titolo I tanti Pasolini anticipa al visitatore che lo sguardo di Carlo Riccardi è riuscito a catturare la straordinaria varietà di espressioni, di posture, di atteggiamenti e perfino di modi di vestirsi. Con I tanti Pasolini emerge una grande varietà di sentimenti: l’anima di un intellettuale straordinariamente complesso, argomento che nel corso dell’inaugurazione della mostra è stato affrontato da Roberto Ippolito e Filippo La Porta.

Indiscusso testimone, con i suoi scatti, delle vicende culturali, sociali e politiche del nostro Paese dall’immediato dopoguerra, il maestro Carlo Riccardi (classe 1926), in oltre settant’ anni di attività, ha costruito un immenso archivio fotografico riconosciuto dalla Soprintendenza Archivistica del Lazio come Patrimonio di Interesse Nazionale per la qualità, il numero di negativi conservati (almeno un milione, ma secondo alcune stime sono molti di più), la vastità dei temi affrontati.

La mostra, centrata sugli anni Sessanta del Novecento (le foto sono del periodo compreso fra il 1960 ed il 1969), sembra rappresentare una sorta di ponte fra due luoghi così differenti fra loro e così amati da Pasolini: il Friuli e Roma. Grazie al lungo e scrupoloso lavoro di recupero  delle immagini conservate nell’Archivio Riccardi compiuto da Maurizio Riccardi e Giovanni Currado, I tanti Pasolini propone momenti della vita di Pasolini che diventano momenti della storia culturale italiana.  Nelle fotografie esposte, Pasolini è in tribunale accusato di vilipendio alla religione di Stato per La Ricotta (1963), episodio di RoGoPaG, film formato da quattro episodi diretti rispettivamente da Roberto Rossellini (Ro), dal francese Jean-Luc Godard (Go), Pier Paolo Pasolini (Pa) ed Ugo Gregoretti (G), oppure all’esterno del Palazzo di Giustizia a Roma insieme a Laura Betti, Dacia Maraini e Alberto Moravia, o con Maria Callas (indimenticabile – e indimenticata – protagonista di Medea – 1969 -, diretto da Pier Paolo Pasolini) all’aeroporto di Ciampino o al Premio Viareggio con Giuseppe Ungaretti ed a Venezia durante la Mostra Internazionale del cinema del ’63.

«I tanti Pasolini sono le tante emozioni che Pasolini trasmette al visitatore; le fotografie in mostra sono pezzi del travaglio di un poeta e di uno scrittore così tanto amato dopo oltre quattro decenni dalla sua uccisione e anche del travaglio del Novecento» ha osservato Roberto Ippolito, il quale ha notato inoltre «l’estrema mutevolezza di Pasolini così inserito nel mondo culturale eppure così capace di non essere aristocrazia culturale».

La mostra ha generato anche il libro omonimo pubblicato da Agr e disponibile a Casa Colussi. Nelle conclusioni Filippo La Porta scrive: «La cosa che bisognerebbe dire di Pasolini è che amava la vita. E questo mi sembra trasparente anche nelle fotografie della mostra e di questo libro, che lo ritraggono nei contesti più diversi e stranianti. Certo, la amava a modo suo, con quella furia e tensione totale, e a volte in modi decadenti, ma la amava, e amava di un amore straziante la cultura, la tradizione, la grande civiltà del nostro Paese, la felicità reale (che si disperde nel vento, senza lasciare tracce), e ancor di più le persone umili del popolo, quelle che non sanno nemmeno di avere dei diritti».

Oltre alle fotografie di Carlo Riccardi, il libro I tanti Pasolini contiene una serie di testimonianze (Carlo Riccardi, lo stesso Roberto Ippolito, Michele Ainis, Manolo Bolognini, Pietrangelo Buttafuoco, Francesca Coppola, Marco Damilano, Ninetto Davoli, Enzo De Camillis – autore, nel 2013, del docu-film su Pier Paolo Pasolini Un intellettuale in borgata – Costantino D’Orazio, Gianni Berengo Gardin, Ugo Gregoretti, Nicola Lagioia, lo stesso Filippo La Porta, Dacia Maraini, Giorgio Nisini, Stefano Petrocchi, Luca Ricci, Ferdinando Scianna, Elisabetta Sgarbi, Marino Sinibaldi, Lina Wertmuller).

Maurizio Riccardi non nasconde cosa ha rappresentato per lui realizzare la mostra: «Ritrovare le immagini della mostra è stato un po’ come ritrovare il nostro Archivio, ma nessuno dei personaggi a cui ci siamo dedicati con le nostre ricerche ci ha colpito come Pasolini. Lui raccontava con forza e trasparenza come stanno le cose, ci descriveva la realtà senza omettere nulla, nemmeno i problemi. Ci manca un Pasolini oggi». 

I primi passi della mostra sono avvenuti con il ritrovamento quasi casuale delle immagini del set del film Il gobbo (1960) di Carlo Lizzani. Giovanni Currado si appassionò all’istante: «Eravamo increduli, poiché avevamo tra le mani due fotogrammi del momento esatto in cui veniva ucciso Leandro detto ‘er monco’ interpretato da Pasolini. Da lì è cominciata “la nostra ossessione” di riuscire a trovare altre foto di Pasolini sparpagliate nelle buste da lettera predisposte per vari eventi esistenti nell’Archivio messo in piedi originariamente in modo artigianale, come era normale un tempo. I negativi via via trovati sono stati selezionati. Quelli considerati più interessanti sono stati digitalizzati e restaurati. Ma è stato anche necessario avviare delle ricerche per individuare luoghi e anno degli scatti».

Carlo Riccardi, fotografo e pittore, è stato il primo paparazzo della “Dolce Vita”. Amico di Ennio Flaiano, Federico Fellini, Totò e di numerosi altri personaggi della cultura e della vita pubblica, le sue fotografie sono esposte in mostre permanenti a Roma, a Pechino ed San Pietroburgo. Ha documentato sei elezioni papali (Giovanni XXIII – 1959 – Paolo VI – 1963 – Giovanni Paolo I – 1978 -, Giovanni Paolo II – 1978 – Benedetto XVI – 2005 -, e Francesco I – 2013 -, senza contare le numerose foto di Pio XII fra la fine degli anni Quaranta ed il 1958). Numerosi i libri pubblicati.

Roberto Ippolito è autore di libri di inchiesta di successo (l’ultimo è Eurosprechi dopo Ignoranti e Abusivi, tutti e tre pubblicati da Chiarelettere – Milano). Organizzatore di festival culturali, nel 2015, con la libreria Nuova Europa I Granai – a Roma – ha realizzato “conPasolini – Dieci giorni alla scoperta di una vita”.

Filippo La Porta è collaboratore del quotidiano «Il Sole 24 Ore» e di altri giornali e consulente editoriale. È autore di Pasolini, uno gnostico innamorato della realtà, pubblicato da Le Lettere, e di Pasolini, pubblicato da Il Mulino. Il suo ultimo libro è Indaffarati (Bompiani).

Maurizio Riccardi, fotografo, dirige l’Agenzia Agr e l’Archivio Fotografico Riccardi. Fra le sue mostre Vita da Strega, I papi santi e Donne & Lavoro. Fra i suoi numerosi libri San Giovanni Paolo II. Il Papa venuto da lontano (Armando), e, con Giovanni Currado, I tanti Pasolini, Gli anni d’oro del Premio Strega – Racconto Fotografico di Carlo Riccardi (Agr), Il popolo della Repubblica (Agr), Totò nell’obiettivo di Carlo Riccardi (Agr).

Giovanni Currado, giornalista, fotografo e curatore di mostre, è responsabile editoriale dell’Archivio Fotografico Riccardi. Tra i suoi libri I tanti Pasolini, Gli anni d’oro del Premio Strega – Racconto Fotografico di Carlo Riccardi (Agr), Il popolo della Repubblica (Agr), Totò nell’obiettivo di Carlo Riccardi (Agr).

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