R.I.P. l’attore palermitano Luigi Maria Burruano

Si è spento l’attore palermitano Luigi Maria Burruano, a 69 anni, che da alcuni mesi era malato. La notizia ha cominciato a circolare dopo le 22.00 sui social.

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È morto l’attore palermitano Luigi Maria Burruano. Si è spento domenica 10 settembre nella sua casa all’Uditore, la notizia ha fatto subito il giro dei social network dopo le 22:00. Il mondo dello spettacolo è a lutto: tanti amici e colleghi hanno immediatamente fatto scattare il pellegrinaggio verso l’abitazione di Burruano per l’ultimo saluto. “Sto andando ad onorarlo a casa sua”, ha commentato Lollo Franco pochi attimi dopo avere appreso la notizia. “Il nostro fratello Gigi se n’è andato, Palermo saluta un pezzo di grande storia”, ha invece scritto Paride Benassai.” La camera ardente sarà allestita al Teatro Biondo

Burruano fra un mese avrebbe compiuto 69 anni, uomo amante della bella vita e  seppur per molti anni ha vissuto lontano da Palermo, questa città ne ha saputo cogliere i diversi tratti caratteriali e professionali.

L’attore iniziò la sua carriera negli anni 70′ dedicandosi proprio al teatro dialettale e al cabaret. Successivamente inizia il suo sodalizio professionale con Tony Sperandeo e Giovanni Alamia, amici di sempre,  un duo di attori musicisti del quartiere “Boscogrande”.

Il successo sul piccolo schermo arriva con la Piovra 8- Lo scandalo- diretto da Battiato. Nel 2001 ottiene una nomination ai Nastri d’argento per il film “I cento Passi” di Marco Tullio Giordana, dove interpretava il padre di Peppino Impastato, proprio in questo film che fa il suo esordio Luigi Lo Cascio, nipote e pupillo di Burruano, tra i due infatti è sempre esistito un legame indissolubile.

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Nel 2006 prende parte anche alla fiction “L’onore e il rispetto”, regia di Samperi.

Tra gli altri film da lui interpretati, L’uomo delle stelle di Giuseppe Tornatore (1995), Il ritorno di Cagliostro di Daniele Ciprì e Franco Maresco (2003). Nel 2009 aveva recitato nel film Baarìa di Giuseppe Tornatore e nel 2010 in ” Le ultime 56 ore”, con Gianmarco Tognazzi e Luca Lionello, diretto  da Claudio Fragasso.

Le sue ultime apparizioni in tv, nella miniserie Boris Giuliano – Un poliziotto a Palermo e nel film Quel bravo ragazzo, regia di Enrico Lando (2016).

Il 4 settembre del 2006 venne arrestato per aver accoltellato l’ex genero perché secondo lui non assolveva agli impegni verso la famiglia. Un crimine “d’onore” che lo vide chiamare i poliziotti e aspettarli seduto in un bar, sorseggiando una birra. Dopo due settimane di carcere, gli furono dati gli arresti domiciliari. Nonostante questa macchia nera l’attore era  amato e ben voluto da tutti.

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