“Padre e Figli” il tema di Taobuk 2017

Dal 24 al 28 Giugno 2017, Taormina, luogo unico al mondo per la sua bellezza si è trasformata in un vero e proprio salotto letterario: una combinazione ben riuscita che ha visto l’arte e la letteratura tenere fede alle sue tradizioni cosmopolite

Christian De Sica

Dal 24 al 28 Giugno 2017, Taormina, luogo unico al mondo per la sua bellezza si è trasformata in un vero e proprio salotto letterario: una combinazione ben riuscita che ha visto l’arte e la letteratura tenere fede alle sue tradizioni cosmopolite. Il programma si è articolato anche attraverso mostre e retrospettive cinematografiche che hanno avuto luogo tra i grandi alberghi e i bei palazzi di Taormina e, naturalmente, non poteva mancare il Teatro Antico dove ha avuto luogo, il 24 giugno, la serata inaugurale con la consegna dei “Taobuk Awards 2017”che quest’anno sono stati assegnati:

a Gianni Amelio per il film La tenerezza;

a Abraham Yehoshua for Literary Excellence e Premio Eberhard per Taobuk;

a Domenico Starnone for Literary Excellence;

a Nicola Gratteri all’impegno civile consegnato dal Sindaco di Taormina Eligio Giardina

e ancora

a Luigi Lo Cascio il premio Una vita per l’Arte;

a Christian De Sica il premio per l’interpretazione drammatica nel film “Fräulein”.

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Ospite d’eccezione, Noa in concerto con l’Orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania diretta dal M.° Domenico Sanfilippo, accompagnata come sempre magistralmente dal compositore Gil Dor.

Il soprano Daniela Schillaci ha allietato la platea con i suoi interventi musicali mentre la serata inaugurale è stata condotta da Antonella Ferrara, che ha ideato e lanciato Taobuk nel 2011, e dal giornalista Rai, Alessio Zucchini.

Il Taormina International Book Festival ogni anno sceglie un tema, sul quale ruotano gli appuntamenti con varie e autorevoli personalità del mondo della cultura letteraria: “Padre e Figli” è il tema del Festival di quest’anno che vuole essere un invito per mettere in luce e riflettere sull’importanza della trasmissione, da generazione a generazione, di principi e di valori.

Prendere i giusti esempi dal passato, innestarli nel presente per poter costruire così su solide basi il futuro.

Su questo tema si sono espressi scrittori, attori e registi che hanno preso parte alla serata e ad alcuni di loro abbiamo avuto modo di chiedere direttamente le loro opinioni.

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Riguardo al rapporto padre/figli, Abraham Yehoshua, i cui libri sono tradotti in ben ventidue lingue, sul palco cosi ha detto: “In uno dei miei romanzi cerco proprio di cercare di scavare nelle radici di coloro che le hanno, senza sapere di averle; io descrivo cinque generazioni, passando però dal presente al passato, e non viceversa, e sarà solo così che uno vedrà come suo padre, suo nonno e suo bisnonno e tutti i suoi avi che non ha mai conosciuto, sono ancora dentro di se e lavorano nella sua vita, nel suo animo, così si può capire cosa si può trasferire da una generazione all’altra mentre questo lo si fa inconsciamente perché uno non sa cosa c’è dentro di sé”.

Per Domenico Starnone:Il problema è che cosa sta diventando nel tempo la famiglia. La famiglia va evidentemente rifondata, è un organismo fondamentale della società. Le figure dei genitori vanno ripensate; noi diventiamo genitori e riteniamo di avere creato un taglio netto con quello che siamo stati. Probabilmente un buon genitore è chi ripensa continuamente il suo essere stato figlio come gli insegnanti dovrebbero sempre ripensare al loro essere stati studenti e cercare di fare sia ai figli che agli studenti non il male che è stato fatto a loro”.

Gianni Amelio

Luigi Lo Cascio ha detto: “Che i conti con padre non si chiudono una volta per sempre nonostante l’essere vissuti lontani o con differenze di carattere e di cultura e a volte quasi estranei per lungo tempo… ma il ricordo di quei giorni fa capire che molto spesso il padre non è soltanto la parola o il comando o lo schiaffo ma è anche, e soprattutto, l’esempio. L’esempio, quindi, di quel padre così fortemente morale, insomma, va sicuramente ricordato ed è alla base, in modo significativo, di un accostamento tra padri e figli”.

E Gianni Amelio?: Sono stato un pessimo figlio e sono un ottimo padre e proprio perché sono stato un pessimo figlio ho imparato a essere un buon padre”

Che cosa ha ispirato le sue opere?

La figura familiare…mia madre ha ispirato tante cose e io sono vissuto con un solo genitore che era mia madre. Mia madre era contemporaneamente padre e mi ha dato la spinta che non tanto si ha nel sud quando si è un po’ prigionieri della mamma mediterranea. Mia madre mi diceva invece <vattene…allontanati…!>. Diciamo che in Calabria e nel Sud si tende a tenere i figli in casa; mia madre mi ha cacciato per il mio bene ed io le sono grato ancora di questo”.

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Lei ha fatto tantissimi film e ha vinto tantissimi premi ma c’è una cosa nella sua carriera che le ha dato più soddisfazione? E progetti futuri? Scrivere ancora?

Questo libro, “Politeama” il mio primo romanzo… Si, scrivere ancora. Ho già pronto un secondo libro…”

Quindi è un momento questo della sua carriera in cui è come se stesse virando verso altre mete?

“Si, è così… sento che devo fare questo…”

Possiamo dire che si sta orientando verso un’altra forma di narrazione, alternativa alla regia?

Si in un certo senso è così ed è un’altra forma di espressione che mi piace molto.

Christian De Sica invece così si racconta “Mio padre era un Maestro del cinema, era come De Chirico, io faccio il pittore della domenica, faccio il mestiere dell’attore, e cerco di farlo bene. Quando ho cominciato a fare questo mestiere se avessi voluto fare “Ladri di biciclette” sarei stato un cretino. A me piaceva il varietà e ho detto a mio padre – “Che faccio l’accademia?” – mi rispose – “Per carità! Vai a fa il doppiatore” – e allora sono andato a fare il doppiatore ed ho imparato il mestiere lì. E poi mi ricordo il mio debutto, che è stato un debutto pazzesco, ho debuttato allo “Sporting” di Montecarlo e mi ricordo che c’era Josephine Baker dietro le quinte, che provava i suoi costumi, e avrebbe fatto lo spettacolo dopo di me… e io tremavo di paura, mi diede un bicchiere d’acqua e mi disse – “Vai, vai, coraggio…” – io sono uscito cantando, come un incosciente, e davanti a me ho visto mio padre che era seduto con Grace Kelly e Ranieri, in un altro tavolo c’era Gene Kelly, in un altro Rudolf Nureyev e in un altro Sérgio Mendes e io, come un incosciente ripeto, ho cantato davanti a loro e però è andata bene. Mio padre alla fine mi ha detto “Và be’ và… ‘o sai fa’, ‘o sai fa’… “ e quindi sono andato avanti… È stato un padre meraviglioso, io ho avuto la fortuna di avere un padre vecchio, perché mio padre mi ha fatto che aveva più di cinquant’anni, poi ho avuto la fregatura di perderlo a ventitré, però insomma apparteneva a degli italiani che sono estinti… io gli uomini più affascinanti che ho conosciuto nella mia vita sono stati mio padre, Roberto Rossellini e Cesare Zavattini, che è il mio padrino, e di uomini così non ne ho più visti…”

Nicola Gratteri

È meglio un cinepanettone all’anno o tanti dolcini durante l’anno?

“L’importante è piacere al pubblico, perché faccio il comico e faccio il cinema popolare, quindi devo fare dei film che piacciono al pubblico…”

Ma non è solo un comico è qualcosa di più e lo ha dimostrato in più occasioni…

“Ma questo è quello che mi ha dato la notorietà e quindi la rispetto …però cerco anche di differenziarmi, per esempio, adesso sono stato a Catania ad aprile, al Metropolitan, con lo spettacolo di Siani “Il Principe Abusivo”, tornerò in Sicilia con uno spettacolo musicale di canzoni. Insomma, cerco però sempre di cambiare le cose…”

Da Nicola Gratteri molto importanti e costruttive le frequenti esortazioni ai giovani:

«Dovete studiare, comportarvi bene, essere educati. Siate dei bravi studenti, siatelo ora, altrimenti sarete fregati dagli adulti». A 18 anni donare il sangue e andare a trovare gli anziani nelle strutture. Solo da voi può giungere il vero segnale di cambiamento”.

Noa ha dedicato a tutti, al mondo queste parole:

“Noi, esseri umani, dobbiamo assumerci una responsabilità molto grande per il mondo che ci è stato dato, usando le nostre facoltà uniche di pensiero e di creatività per costruire e coltivare, non per distruggere, perché tutte le cose sono collegate e tutta la vita è sacra.

Durante la sua splendida esibizione che, come sempre, ha riscaldato e toccato i cuori di tutti, scroscianti gli applausi, i bis finali e la meritatissima standing ovation.

Noa

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