Primo test del DNA su antiche mummie reali egizie

Eseguito il primo studio del DNA su antiche mummie reali egizie. Apparentemente ha risolto molti misteri sul caso di Tutankhamon e Akhenaton.

kenneth-garrett-national-geographic

È stato eseguito il primo studio del DNA mai condotto su antiche mummie reali egizie. Apparentemente ha risolto molti misteri su Tutankhamon, tra cui come morì, chi fossero i genitori, e altro ancora.

Oltre a quella del famoso faraone sono state esaminate 15 mummie, di cui 10 sembrano essere suoi vicini parenti.

Lo studio ha mostrato che il giovane faraone fosse fragile, afflitto dalla malaria e da una malattia alle ossa. E la sua salute era forse compromessa anche dall’incesto dei genitori.

Gli esami del corpo di Tutankhamon hanno rivelato deformazioni precedentemente sconosciute nel suo piede sinistro: soffriva di piede equino e del morbo di Köhler che, limitando l’afflusso di sangue agli arti, causò la necrosi, o morte, del tessuto osseo.

Dunque Tutankhamon contrasse molteplici infezioni che indebolirono un sistema immunitario già compromesso e che interferirono con la guarigione del piede. Inoltre proprio a ridosso della sua morte si fratturò il femore sinistro (che infatti non fece in tempo a guarire).

Finora le ipotesi sulla sua morte avevano incluso un incidente durante la caccia, un’infezione del sangue, un colpo alla testa e l’avvelenamento. In ogni caso, è improbabile che fosse stato assassinato.

Tutankhamon fu faraone durante il Nuovo Regno. Salì al trono all’età di nove anni, ma regnò solo dieci anni prima di morire a diciannove anni intorno al 1324 a.C.

Nonostante il breve regno, è forse il faraone più conosciuto grazie al gran numero di tesori trovati nella sua – intatta – tomba nel 1922.

Inoltre si scoprì che Tutankhamon era il figlio di Akhenaton, identificato dalle sequenze genetiche comuni nel cromosoma Y (quello passato di padre in figlio) determinato dai ricercatori.

Vennero fatti studi anche su Akhenaton pensando che fosse androgino o armafrodito, ma in realtà non era così era solo una congettura per cui aveva una malattia genetica che gli faceva sviluppare le caratteristiche femminili rappresentate nelle sue statue come i fianchi larghi e il pancione.

Ma siccome lo studio non ha rilevato anormalità di questo tipo, i ricercatori hanno concluso che quelle caratteristiche vennero create durante il suo regno per motivi religiosi e politici.

Nell’Antico Egitto Akhenaton era un dio. Hawass spiega al Fatto Storico che: “Le poesie dicono di lui: ‘tu sei l’uomo, e tu sei la donna’. Ecco perchè gli artisti mettevano l’immagine di un uomo e di una donna nel suo corpo”.

Mentre l’egittologo John Darnell, della Yale University, propone nel suo libro Tutankhamun’s Armies che l’apparenza androgina di Akhenaton nell’arte fosse un tentativo di associarsi ad Aton, il dio creatore originale che non era né maschio né femmina.

La qualità generalmente buona del DNA di queste mummie reali ha sorpreso molti ricercatori. Il team sospetta che il metodo di imbalsamazione usato per preservare il corpo abbia involontariamente protetto anche il DNA.

Zahi Hawass aggiunge in fine: “È l’inizio di una nuova era. Sono molto felice che sia un progetto egiziano, e sono molto orgoglioso del lavoro che abbiamo fatto”.

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