I maggio Festa dei lavoratori nel mondo

La Festa del lavoro o Festa dei lavoratori viene celebrata in molti Paesi del mondo per ricordare le battaglie dei lavoratori volte a conquistare un diritto ben preciso: l’orario di lavoro quotidiano fissato in 8 ore.

Primo_maggio

La Festa del lavoro o Festa dei lavoratori nasce nell’Ottocento come giornata di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche né tanto meno sociali, per affermare i propri diritti, per raggiungere obiettivi di progresso sociale, per migliorare la propria condizione.

Già nella tradizione popolare di molti paesi europei esisteva la festa e in Italia si chiamava «Calendimaggio»: una giornata che celebrava l’esplosione della primavera, la rinascita della natura e solo successivamente però prese il significato di festa per tutti coloro che lavorano.
Certamente, è una festa figlia delle lotte del movimento operaio e socialista. Per la precisione, è figlia della rivendicazione di «otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire».
Il movimento laburista delle  “otto ore” si sviluppa negli Stati Uniti, con la nascita della National Labor Union.
Il Primo maggio 1867 entrava in vigore nello Stato USA dell’Illinois una legge per la giornata lavorativa di otto ore, ma molti imprenditori non volevano rispettarla: per le vie di Chicago sfilarono 10mila operai, il più grande corteo mai visto fino ad allora. Quasi vent’anni dopo, nel 1886, arriva il secondo “Primo maggio”.

Anche il 1° maggio 1891 la manifestazione di Roma fu funestata da tumulti con morti, feriti e centinaia di arresti. Dal 1892 la Seconda Internazionale rende permanente la celebrazione del Primo maggio, divenuta festa di rivendicazione e di solidarietà dei lavoratori di tutti i paesi.
Va ricordato anche ciò che è accaduto nel maggio 1947 a Portella della Ginestra, quando Salvatore Giuliano e i suoi complici spararono sui lavoratori siciliani riuniti per celebrare la Festa del Lavoro, che era stata spostata dal regime fascista al 21 Aprile (il “Natale di Roma”) e furono 11 le persone uccise e più di sessanta feriti.

Il Corriere della Sera riporta una testimonianza dell’ultimo superstite Serafino Petta che dice:Avevo 16 anni, pensavo che fossero i petardi della festa, ma alla seconda raffica ho capito. Ho cominciato a cercare mio padre, non l’ho trovato. Quello che ho visto sono i corpi distesi per terra. I primi due erano di donne: la prima morta, sua figlia incinta ferita. Questa scena ce l’ho ancora oggi negli occhi, non la posso dimenticare». A sparare fu la banda di Salvatore Giuliano, «i mandanti non si conoscono ancora ma ad armare la sua mano furono la mafia, i politici e i grandi feudatari”.

Certamente è cambiato tantissimo, quasi tutto, dal 1892 a oggi. Ma per molti non è cambiato lo spirito internazionale e di solidarietà di quella festa. In tanta parte del mondo si continua a lavorare 11 ore al giorno, e anche nel mondo “ricco” in tanti vorrebbero rottamare le conquiste sociali di 150 anni di lotte.

Dal 1990 i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, in collaborazione con il comune di Roma, organizzano un grande concerto per celebrare il primo maggio, rivolto soprattutto ai giovani.

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