Stop-Hiv. Diagnosi precoce per contrastare il virus

Giorno 2 giugno sono state presentate alla stampa le strategie di sanità pubblica individuate dall’Asp di Catania per affrontare il rischio HIV, con un’attenzione particolare per gli studenti degli Istituti superiori della Città metropolitana.

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Offerta attiva del test rapido e diagnosi precoce, sono le due strategie individuate dall’Asp di Catania per contrastare la diffusione del virus dell’HIV nella popolazione, e presentate giorno 5 giugno nel corso della conferenza stampa, che si è svolta nei locali della Direzione generale dell’azienda catanese, a conclusione della campagna di promozione del test HIV condotta negli Istituti superiori della Città metropolitana, nell’ambito del progetto “Stop HIV”.

Sono intervenuti il dr. Giuseppe Giammanco, direttore generale dell’Asp di Catania; il dott. Salvatore Cacciola, responsabile dell’UO di Educazione e promozione della salute; il dr. Mario Cuccia, direttore del Servizio di epidemiologia; la prof.ssa Maria Marranzano, docente ordinario di Igiene generale e applicata presso il Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Tecnologie Avanzate “G.F. Ingrassia” – AOU Policlinico.

Presenti alla conferenza stampa anche gli operatori del gruppo di lavoro progettuale: il dott. Giovanni Tarditi, educatore professionale presso l’UO di Educazione e promozione della salute; la dott.ssa Tiziana Bosco, esperta in comunicazione e audiovisivi; il dott. Salvatore Caminita, assistente sociale; la dott.ssa Claudia Cardillo, educatore professionale.

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«L’unico modo per affrontare il rischio HIV è conoscere il fenomeno e aderire alle campagne di prevenzione primaria e secondaria – ha detto il dr. Giammanco -, in particolare attraverso l’acceso al test rapido. Questo consentirà non solo di evitare la diffusione del virus, ma anche di attivare percorsi di cura idonei per chi lo ha contratto. Grazie alla sinergia con le Aziende ospedaliere cittadine, e in linea con le indicazioni regionali, puntiamo a ridurre il numero di nuove infezioni sul nostro territorio, a facilitare l’accesso al test rapido e a delineare modelli d’intervento efficaci tramite procedure condivise. Ogni azione intrapresa è un investimento per la salute, soprattutto per le giovani generazioni alle quali, come Azienda territoriale, rivolgiamo le nostre migliori energie e risorse».

Per la realizzazione del progetto è stato costituito un gruppo di lavoro di esperti infettivologi, epidemiologi, ricercatori dell’Università di Catania, medici di medicina generale nonché operatori sanitari, socio educativi e volontari delle Aziende ospedaliere che si occupano di HIV.

«Si parla poco di AIDS, e la disinformazione continua a far aumentare la schiera degli individui sieropositivi, specie tra la popolazione più giovane e tra coloro che praticano sesso non protetto – ha spiegato il dott. Cacciola -. È per questa ragione che abbiamo avviato una campagna di comunicazione per promuovere  comportamenti corretti al fine di bloccare tale contagio. L’impegno dell’Asp di Catania consiste nell’offerta attiva del test rapido ai soggetti con comportamenti a rischio; nell’aumentare i servizi sanitari dov’è possibile eseguire il test (nei presidi ospedalieri dell’Azienda sanitaria); nell’attività di educazione di comunicazione a tutta la popolazione con particolare riferimenti alla fascia dì età compresa fra 25 e 40».

Dal 2009 al 2015 sono stati segnalati in Provincia di Catania 835 casi di HIV di cui 649 residenti, con una incidenza di 1 caso ogni 100.000.

Secondo i dati delle UU.OO. di Malattie infettive di Catania (Ferrarotto-Garibaldi-Cannizzaro) negli ultimi 3 anni sono stati diagnosticati 203 nuovi casi di infezione da HIV.

Nel 2016 sono state 72 le nuove diagnosi. L’età media delle diagnosi è di 39 anni per gli uomini e di 34 per le donne. L’80% sono italiani e circa il 82% uomini. Delle nuove diagnosi il 76% sono residenti a Catania. La modalità di trasmissione nel 43% dei casi è stata eterosessuale, nel 32% dei casi bisessuale e nel 14,8% omosessuale, 2,5% per uso di sostanze e 1,5% per trasmissione verticale.

«Con grande piacere ho collaborato a questo progetto – ha detto la prof.ssa Marranzano -. In questi anni il problema dell’Aids sembra esser stato messo da parte, come se non dovesse più rappresentare un problema e le giovani generazione non sono neppure informate sui rischi di trasmissione sessuale. Con grande preoccupazione abbiamo assistito in questi ultimi periodi, ad esempio, all’incremento dei casi si sifilide. È importante puntare nuovamente sulla prevenzione, primaria e secondaria. È importante scoprire i sieropositivi, evitando il contagio; e una volta noto il sierostato intraprendere una terapia retrovirale dando al soggetto affetto un’aspettativa di vita elevata».

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Sono state diverse le strategie progettuali adottate per favorire la consapevolezza del rischio personale di contrarre l’infezione da HIV e promuovere la conoscenza dei comportamenti atti ad evitare il contagio.

Sono stati prioritariamente interessati gli alunni degli Istituti superiori della Provincia di Catania, raggiungendoli con una campagna di comunicazione social, utilizzando i social network più diffusi (facebook e instagram), e svolgendo interventi educativi negli Istituti scolastici superiori. Particolare attenzione è stata rivolta sia agli operatori degli SPRAR (con l’attivazione di percorsi formativi specifici) sia agli ospiti, creando strumenti informativi adeguati.

Nei prossimi mesi verrà diffuso un depliant sull’intero territorio provinciale e avviata una campagna specifica sull’offerta attiva del test rapido per l’HIV nella popolazione a rischio.

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