Serie A, Inter: storia di una crisi che non vuole passare

I nerazzurri sono vicini alla fine di un’altra deludente stagione, in attesa di un rinnovo (quasi) totale che possa cambiare il trend degli ultimi anni

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La fine di un’altra stagione si avvicina. Qualcuno è pronto a raccogliere i frutti di quanto costruito con fatica e vittorie nel corso dell’annata, qualcun altro invece sta già facendo il conto alla rovescia per chiudere l’ennesimo brutto capitolo. Il secondo caso si adatta perfettamente all’Inter che, nonostante l’arrivo della proprietà cinese e i primi importanti investimenti, non è riuscita a centrare i propri obiettivi ma anzi vive un momento decisamente negativo che finirà per portarla a chiudere il campionato nell’ennesima posizione in classifica anonima. La stagione del club milanese era già iniziata con ben più che una controversia: l’allontanamento di Mancini in piena estate, l’arrivo lampo di De Boer e il successivo addio del tecnico olandese, la scelta di Pioli la cui “magia” all’improvviso è finita.

La sconfitta contro un Genoa decisamente in crisi sottolinea ancora di più il momento nero della squadra, con i tifosi che sembrano aver perso la pazienza nei confronti di calciatori e società. Proprio i vertici del club dovranno essere bravi e rapidi a capire dove andare a lavorare per poter riportare i nerazzurri quantomeno nell’Europa che conta e, magari un giorno non troppo lontano, a lottare per le posizioni di vertice della classifica (oggi utopia). Per farlo il primo step sarà sicuramente quello legato al nodo allenatore: la riconferma di Pioli sembrava già di per sé difficile, l’esonero (con successiva nuova chiamata per Vecchi, tecnico della Primavera) arrivato nella serata di ieri chiude in anticipo il capitolo allenatore per quest’anno. Il gruppo Suning vorrebbe provare a convincere uno tra Conte e Simeone per assicurarsi il primo “top” già partendo dalla panchina. Qualora però l’assalto ai due allenatori dovrebbe fallire Spalletti o Jardim potrebbero essere alternative più che concrete.

La rivoluzione poi passerà inevitabilmente anche dal parco giocatori. Il gruppo cinese già nelle due precedenti sessioni di mercato ha dato prova di avere disponibilità e voglia di investire: gli arrivi di Joao Mario, Gabigol, Gagliardini su tutti rappresentano un chiaro segnale in tal senso. Tuttavia l’esborso economico non ha prodotto i risultati sperati visto che è davvero impensabile per una squadra che cerca di ricostruire spendere più di 70 milioni per due giocatori (Mario e Barbosa) che fanno parte dell’undici titolare a sprazzi o praticamente mai. Dovrà essere bravo Ausilio a progettare e programmare una campagna acquisti non solo importante da un punto di vista economico e dei nomi ma anche utili ai fini di costruire un gruppo che possa risultare vincente, sacrificando qualche elemento attuale e provando ad assicurarsi giocatori di sicura affidabilità, magari giovani in modo da poter avere in mano un progetto a lungo termine. Schick, Berardi, Bernardeschi, Nainngolan, De Vrij, Manolas, Fabinho sono solo alcuni dei tanti nomi che sono stati accostati al club nerazzurro nell’ultimo periodo. Fondamentale però sarà anche conoscere il nome del tecnico che prenderà le redini della squadra nella prossima stagione e provare a costruire proprio basandosi sulle sue indicazioni.

I motivi di una crisi così nera e così lunga sono sempre difficili da rintracciare e nel caso dell’Inter più che mai sembra una vera e propria impresa. Ciò che si augurano società e tifosi è di chiudere il prima possibile questa (ennesima) annata storta e provare a iniziare a scrivere pagine di un capitolo totalmente nuovo e diverso da quelli che negli ultimi anni hanno visto l’Inter per protagonista. Per farlo sarà necessario ripartire a mente lucida e costruire su basi solide che, in questa stagione, si sono manifestate davvero in poche occasioni.

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