Quando la cucina e l’arte sono emozioni

C’è una formula vincente che non ha confini e che unisce la cultura e la gastronomia. È quella dei ristoranti aperti all’interno dei Musei d’Arte

 

Caravaggio_-_Cena_in_EmmausDa Roma a New York, da Vienna a Barcellona, da Milano a Bilbao… Non ha confini, è una formula vincente e soprattutto unisce al gusto del palato quello dello sguardo. È il matrimonio tra l’Arte e la Grande Cucina, che sempre più spesso negli ultimi anni hanno rafforzato il sodalizio con l’apertura di ristoranti, condotti da grandi chef, all’interno di altrettanto grandi musei. Uno sposalizio internazionale, dato che si passa dall’Italia agli States, dall’Austria alla Francia, all’Inghilterra e sempre con lo stesso consenso da parte del pubblico.
Sarà per il piacere di degustare i piatti proposti dai cuochi immersi tra le opere d’arte o per le atmosfere suggestive che offrono le cene gourmet precedute da visite a gallerie e saloni di pittura, scultura, design… fatto sta che, se vi capita per lavoro o per turismo di girare il mondo, provate un po’ queste emozioni e poi ci racconterete.
Alcuni esempi? Eccoli: in Italia, a Milano, per chi ama il periodo decò, immerso tra sculture e dipinti, al Museo del Novecento in piazza Duomo, c’è il ristorante Giacomo Arengario nell’omonimo palazzo; la cucina è quella tipica italiana e milanese, in particolare. Sempre nel capoluogo lombardo, poi, sorge il ristorante del Mudec, il Museo delle Culture, dove ai fornelli c’è lo chef stellato Enrico Bartolini, che propone un menù piacevolmente sospeso tra la cultura gastronomica contemporanea e quella classica, con un occhio attento alle stagionalità. Lo chef Antonello Colonna ha scelto invece il palazzo delle Esposizioni a Roma, sulla via Nazionale, per aprire il suo Open, che propone un informale buffet a pranzo e la sera cene gourmet. Meglio ancora frequentarlo nel periodo estivo, quando la terrazza regala emozioni uniche. Qui si degusta una cucina tradizionale romana e al contempo con un tocco di internazionalità. Gustav_Klimt_046Lasciate fare allo chef, insomma, e non vi pentirete! E l’elenco non si ferma, con lo Spazio7 a Torino, locale della fondazione “Sandretto Re Rebaudengo”, punto di riferimento per l’arte contemporanea in Italia con lo chef Alessandro Mecca e i suoi menù che uniscono piatti della tradizione rivisitati in chiave contemporanea. A Lucca c’è, invece, il ristorante L’Imbuto, con il cuoco stellato Cristiano Tomei. Il locale sorge a palazzo Boccella, sede del museo di arte contemporanea della città toscana, il Center of Contemporary Art.
E all’estero? La piccola ma suggestiva Vienna propone The Café & Restaurant, dove nella sala a cupola del Kunsthistorisches Museum è possibile mangiare tra i capolavori di artisti del calibro di Raffaello, Caravaggio, Arcimboldo, Rubens, Klimt. Nella poetica Parigi, all’ultimo piano del Centre Pompidou, museo nazionale d’arte moderna nel cuore della città, sorge il Georges, elegantissimo e da provare. Nouvelle cuisine è la parola d’ordine, anche se il portafogli forse ne risente un po’. Ma ne vale la pena. Nella City fa notizia invece il Rex Whistler, all’interno della Tate Britain di Londra. È definito, non a caso, un locale storico, aperto 90 anni fa, con menu e carta dei vini molto ricchi. Per un nuovo tuffo nella cultura latina, si può visitare il Museu Nacional d’Art de Catalunya, il museo di Barcellona che punta l’occhio soprattutto sull’arte romanica. Se poi si vuole pranzare, è possibile farlo all’Òleum, che propone menù tipicamente mediterranei: si va dalle classiche tapas a piatti della novelle cousine, con una vista mozzafiato sulla città catalana. Un’altra chicca da non perdere: il ristorante si trova nell’antico salone del Trono del Palazzo. Il Nerua Guggenheim è invece a Bilbao. È un ristorante minimalista all’interno del museo d’arte contemporanea Guggenheim, appunto, in Spagna. A creare opere d’arte culinarie è lo chef Josean Alija, una stella Michelin, protagonista dell’alta cucina basca, con piatti che richiamano la storia del territorio.
carracciOltreoceano è possibile approdare a New York, dove la Grande Mela propone due scelte davvero suggestive: Untitled, il ristorante dello chef Michael Anthony, al Whitney Museum, realizzato da Renzo Piano nel 2015 a Manhattan. All’ottavo piano, invece, lo Studio Cafè è destinato alle pause veloci durante la visita alle collezioni d’arte. The Modern MoMA, infine, non poteva mancare all’appuntamento e così propone il suo due stelle Michelin con il ristorante nel giardino delle sculture. Il menu di The Modern è realizzato dallo chef Abram Bissell. (Fonte: Ansa)

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