Al Teatro Vittorio Emanuele va in scena “Animali da Bar”

Al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, dal 21 al 23 aprile 2017 alle ore 17.30, andrà in scena “Animali da bar”, spettacolo vincitore del Premio Hystrio-Twister 2016.

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C’era una volta una metropoli.
Dentro la metropoli un quartiere.
Dentro al quartiere, il bar.

Un bar abitato da personaggi strani: un vecchio malato, misantropo e razzista che si è ritirato a vita privata nel suo appartamento; una donna ucraina dal passato difficile che sta affittando il proprio utero ad una coppia italiana; un imprenditore ipocondriaco che gestisce un’azienda di pompe funebri per animali di piccola taglia; un buddista inetto che, mentre lotta per la liberazione del Tibet, a casa subisce violenze domestiche dalla moglie; uno zoppo bipolare che deruba le case dei morti il giorno del loro funerale; uno scrittore alcolizzato costretto dal proprio editore a scrivere un romanzo sulla grande guerra.

Sei animali notturni, illusi perdenti, che provano a combattere, nonostante tutto, aggrappati ai loro piccoli squallidi sogni, ad una speranza che resiste troppo a lungo. Come quelle erbacce infestanti e velenose che crescono e ricrescono senza che si riesca mai ad estirparle.

E se appoggiati al bancone troviamo gli ultimi brandelli di un occidente rabbioso e vendicativo, fatto di frustrazioni, retorica, falsa morale, psicofarmaci e decadenza, oltre la porta c’è il prepotente arrivo di un “oriente” portatore di saggezze e valori… valori, però, ormai svuotati e consumati del loro senso originario e commercializzati come qualunque altra cosa.

Tutto è venduto, sfruttato e contrattato in “Animali da Bar”. La morte e la vita, come ogni altra merce, si adeguano alle logiche del mercato.

E quando l’alcol allenta un pochettino la morsa e ci toglie la museruola… è un grande zoo la notte… una confessione biologica dove ognuno cerca disperatamente di capire come ha fatto a insediarsi tutta quell’angoscia. Giorno dopo giorno. Da anni, da secoli. Come abbiamo fatto a non sentirla entrare? E per quanto riguarda gli altri… beh, cerchiamo di essere realisti. Possiamo dire di conoscerci appena. Siamo tutti degli estranei.

D’altronde almeno una mezza dozzina di cristiani desidera la nostra morte ogni giorno o no? In coda sulla tangenziale, il lunedì mattina in ufficio, chi non vorrebbe torturare il cane del vicino o schiacciare qualche ciclista di tanto in tanto? Se volete provare l’esatta inesistenza di Dio, salite in una metrò affollata di vostri simili in pieno agosto.

Carrozzeria Orfeo

Diplomati all’Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine, Massimiliano Setti e Gabriele Di Luca, insieme a Luisa Supino, costituiscono nel 2007 la compagnia Carrozzeria Orfeo, di cui sono autori, registi ed interpreti dei propri spettacoli, dei quali curano anche la composizione delle musiche originali.

Carrozzeria Orfeo: un nome che nasce dalla contrapposizione di parole tra loro molto diverse. La concretezza di una carrozzeria e il simbolo dell’arte. La fatica del mestiere, il sacrificio e la manualità dell’artigiano, e allo stesso tempo la volontà di vivere un’esperienza onirica. Alla base della poetica della Compagnia, che alla produzione di spettacoli alterna l’attività di formazione, c’è la costante ricerca di una comunione tra un teatro fisico ed una drammaturgia legata a tematiche della contemporaneità all’interno della quale l’emotività, l’immediatezza e il rapporto con il pubblico rivestono un’importanza fondamentale. L’osservazione della realtà spinge il percorso drammaturgico di Carrozzeria Orfeo nel suo esplorare diversi territori di scrittura, recitazione, messa in scena, senza tralasciare la formazione, trovando ispirazione nelle storie e nella cronaca del proprio tempo.

Non appena diplomati, nel 2007, danno vita al loro primo spettacolo “Nuvole Barocche” che, trasmesso su Rai 3 a ‘Palco e Retropalco’, ha ricevuto nel 2007 la Menzione Speciale al Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti” e nel 2008 la Menzione Speciale al Premio Nuove Sensibilità del Festival Teatro Italia. Ispirato all’omonimo album e alla canzone Le nuvole di Fabrizio De André, vede protagonisti tre ragazzi che hanno perduto il contatto con il mondo, con le istituzioni e soprattutto con se stessi: perdenti nella vita, eroi dei propri sogni. Una drammaturgia del sequestro, tra microcriminalità e disperazione urbana, che esplora la fusione di linguaggi diversi nell’indagine di un’epoca stratificata con la fine degli anni ’70, l’estate dei grandi sequestri e del rapimento di Fabrizio De André e Dori Ghezzi.

Nel 2008 debutta “Gioco di mano” viaggio surreale attraverso vita, amori e miracoli di quattro diverse generazioni. Quattro personaggi bizzarri, due morti e due vivi, legati tra loro dall’inscindibile rapporto di sangue padre-figlio. Una sorta di mitologia familiare che mescola e confonde, attraverso una narrazione comica e visionaria, la fantasia e i sogni, con la realtà. Una fiaba moderna, un racconto popolare, semplice e ironico, fatto di ribaltamenti, equivoci, giochi e colpi di scena.

Nel 2009 debutta “Sul confine”, vincitore della quinta edizione del Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti”, in cui tre uomini raccontano la storia di una guerra: quella che si gioca sempre al limite, la guerra non importa “di chi contro chi”.

Nel 2010 con lo studio “Tre brevi istanti tragicomici” vincono il Premio alle Arti “Lidia Petroni”, promosso dal Teatro Inverso di Brescia.

Nel 2011 debutta “Idoli“, testo finalista al Premio Hystrio per la Drammaturgia 2011 e vincitore come miglior spettacolo della Rassegna Autogestito al Teatro Quirino di Roma, ispirato al saggio I vizi capitali e i nuovi vizi di Umberto Galimberti. Lo spettacolo rilegge questa tematica alla luce della contemporaneità, decontestualizzandola dal terreno della morale per evidenziarne gli aspetti più patologici ed emotivi del nostro tempo. Esplora così i nuovi vizi capitali della società moderna, le sue deformazioni individuali e collettive, le tendenze incontrollabili, spesso disastrose, che dietro l’apparente normalità degli uomini celano lo scenario inquietante di una società alla deriva.

Nato all’interno del Progetto ROAAAR (vincitore del bando Creatività Giovanile della Fondazione Cariplo), cantiere creativo che ha esplorato le possibilità d’incontro tra i linguaggi del fumetto e del teatro con particolare attenzione alla drammaturgia contemporanea, nel febbraio 2012 debutta “Robe dell’altro mondo“, amara e paradossale denuncia sociale sviluppata intorno alla tematica delle paure metropolitane che caratterizzano e condizionano la nostra quotidianità e la qualità delle relazioni.

Nel 2012 vincono il Premio Nazionale della Critica come migliore compagnia. Nel dicembre 2012 Carrozzeria Orfeo vince il bando fUNDER35 finanziato dalla Fondazione Cariplo. Nel giugno 2013, al Teatro Romano di Spoleto, dalle mani di Franca Valeri, viene assegnato il Premio SIAE alla Creatività 2013 a Gabriele Di Luca come migliore autore teatrale.

Ad agosto 2013, al Festival Internazionale Castel dei Mondi di Andria, debutta “Thanks For Vaselina”, dedicato a tutti i familiari delle vittime e a tutte le vittime dei familiari, vincitore del Last Seen 2013 di KLP come migliore spettacolo dell’anno, una coproduzione Carrozzeria Orfeo e Fondazione Pontedera Teatro, in collaborazione con La Corte Ospitale, Festival Internazionale Castel dei Mondi di Andria.A giugno 2015 ricevono il Premio Hystrio-Castel dei mondi 2015.

Il 26 e 27 agosto 2015 al Festival Internazionale Castel dei Mondi, ad Andria debutta l’ultimo lavoro “Animali da bar” prodotto da Fondazione Teatro della Toscana.

Attualmente Carrozzeria Orfeo sta sperimentando nuovi campi e si sta muovendo anche nel cinema. Nel 2016 ottengono il Premio Hystrio Twister 2016 per l’ultimo spettacolo “Animali bar”.

Attualmente stanno lavorando alla nuova produzione COUSCOUS CLAN (titolo provvisorio) il cui debutto è previsto il prossimo novembre a Romaeuropa Festival che la coproduce insieme al Teatro dell’Elfo.

Uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo

drammaturgia Gabriele Di Luca

regia Alessandro Tedeschi, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti

con Beatrice Schiros, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Pier Luigi Pasino, Paolo Li Volsi

voce fuori campo Alessandro Haber

musiche originali Massimiliano Setti

progettazione scene Maria Spazzi assistente scenografo Aurelio Colombo

realizzazione scene Scenografie Barbaro srl

costumi Erika Carretta

luci Giovanni Berti

allestimento Leonardo Bonechi

illustrazione Federico Bassi

foto di scena Laila Pozzo

organizzazione Luisa Supino

una produzione Fondazione Teatro della Toscana 2015

produzione Carrozzeria Orfeo

in collaborazione con Festival Internazionale di Andria | Castel dei Mondi

Audiodescrizione

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