16 donne hanno sfilato a NY Fashion Week dopo il cancro

16 donne forti e coraggiose. Donne che hanno sconfitto il cancro e che sono salite sulla passerella della New York Fashion Week per mostrare, orgogliose, le loro cicatrici.

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foto presa da www.gioia.it

La forza ed il coraggio delle donne non deve mai essere sottovalutato.

All’ultima New York Fashion Week, 16 donne, dopo aver subito interventi chirurgici a causa del cancro, hanno sfilato sulla passerella mettendo in mostra i loro corpi pieni di cicatrici, senza vergogna.

Hanno sconfitto il tumore e, orgogliose di tutto, hanno condiviso la loro vittoria con il pubblico.

La sfilata è stata guidata da Dana Donofree, una stilista forte e coraggiosa che ha combattuto un tumore da giovanissima, infatti ha subito l’asportazione di entrambi i seni.

Dana Donofree ha fondato il brand AnaOno, studiato per le donne che fanno la chemio, la radioterapia e la mastectomia.

La battuta arguta di Dana è stata dunque “Siamo donne e sexy, anche senza seno”.

Ed è vero.

Ogni donna, nonostante tutti questi interventi, dovrebbe tornare a sorridere e a sentirsi apprezzata e bella. Ecco che la sfilata ha proprio questo scopo: far indossare lingerie sexy senza ferretti. I tessuti, pizzi inclusi, sono stati creati apposta per la pelle sensibile. Non ci sono ganci di metallo. È una biancheria che permette di esaltare la bellezza del seno, nonostante sia pieno di cicatrici, perché non deve essere più nascosto.

La modella Chiara D’Agostino, sull’Ansa ha espresso la sua opinione dopo aver partecipato alla sfilata. “Che io abbia seni e capezzoli o no, sono una donna”.

Anche Stella McCartney, tanti anni fa, ha creato un reggiseno per chi ha affrontato una doppia mastectomia, il “Louise listening bra”.

Per queste donne è un momento davvero rilevante oltre che intimo, ma sfilando, nonostante le varie cicatrici, riescono a ritrovare la propria autostima e fiducia. Uscire allo scoperto e mostrare questi segni visibili sulla pelle, non è affatto una vergogna, anzi, è un passo in più per la loro guarigione.

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