Lo scrittore Elio Manili e le sue creazioni

Elio Manili, scrittore palermitano, propone al vasto pubblico le sue due “creature, i suoi due romanzi dal titolo “Blood Triskelion” e “Cagliostro l’amico degli uomini”. 

Lo scrittore Elio Manili

Lo scrittore Elio Manili

Estroverso e pieno di “energia vitale”, lo scrittore palermitano vuole proporre al vasto pubblico le sue due “creature, i suoi due romanzi dal titolo “Blood Triskelion” e ” Cagliostro l’amico degli uomini”

Ma chi è  Elio Manili?

Sono nato a Palermo, dove lavoro e ho sempre vissuto. Amo l’arte, la cultura e la storia. Ho la passione della scrittura. In particolare prediligo il romanzo storico. Sposo in pieno il motto di Albert Einstein: impara dal passato, vivi nel presente, spera nel futuro. L’importante è non smettere mai di farsi delle domande.

I suoi due interessanti libri sono certa che avvolgeranno i lettori in un alone di mistero; ci vuole  descrivere una breve trama?

Amo il mistero e i personaggi che riconducono a questo. In effetti, i due romanzi, di genere storico, sono pervasi di un tale alone. Cagliostro, l’amico degli uomini e Blood Triskelion, si svolgono in due periodi temporali diversi. Il primo romanzo, ha come incipit, l’anticipazione di una profezia che troverà compimento prima del chiudersi del quarto millennio. Altotas si presenta in casa Balsamo offrendo alla famiglia un misterioso scrigno. Dopo un lungo peregrinare entra in possesso del manuale della Massoneria Egizia. Attratto da una forza misteriosa, oltrepassa la porta alchemica. Ritrovatosi nel mondo degli inferi, muore. Giuseppe Balsamo, come fenice, rinasce. Ora è il conte di Cagliostro.

Il secondo romanzo, ha come prologo l’esecuzione capitale dei pugnalatori avvenuta a Palermo nel 1863. Ritorna in flash-back partendo nel 1831. Empedocle, capo della setta del Triskelion, intende restituire alla Sicilia l’autonomia politica, sottraendola al re, così come stabilito dal Congresso di Vienna. Il suo vero intento rimane, però quello di fare riconquistare alla nobiltà siciliana gli antichi privilegi di cui è stata defraudata. Re Ferdinando II°, accortosi del pericolo, nomina Salvatore Maniscalco, nuovo direttore di Polizia. Questi si mette subito sulle tracce di una misteriosa setta eversiva. Tuttavia, la notte del primo ottobre del 1862, una dozzina d’inermi cittadini vengono brutalmente aggrediti e pugnalati“.

Ci parli del suo grande amore per la terra di Sicilia; che cosa migliorerebbe affinché possa predominare l’arte e la cultura, vero unico strumento di progresso?

Si sono molto legato alla mia terra. Mi onoro di aver avuto i natali in una terra millenaria culla di civiltà, crogiolo di storia, arte e tradizioni. Assisto però da molto tempo ad un lento quanto inesorabile declino del suo passato splendore. Una delle principali cause è da ricercare nella nostra classe politica spesso incapace di operare le giuste scelte per valorizzare appieno il nostro immenso patrimonio culturale. Il problema risiede nella cronica mancanza di investimenti, di infrastrutture, nonché una efficace pianificazione del patrimonio culturale. Potrebbe essere utile convogliare investimenti privati nella gestione dei siti, molti dei quali, tengo a precisare, rientrano nel circuito Unesco. Bisogna liberare la Sicilia dai cattivi stereotipi alla quale viene spesso associata. Per far questo occorre un progetto ad ampio respiro dove l’arte, la cultura e l’amore verso il bello, possono salvare il mondo. Esse, se sapientemente ottimizzate, possono costituire un verso strumento di progresso, di grandi opportunità occupazionali e soprattutto di rilancio dell’immagine nel mondo della Sicilia“.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *